Pubblicato da: Andrea | 22 gennaio 2010

Sottovoce

Sottovoce
viene la preghiera e il canto,
il vento copre il sonno dei falchi
che s’inabissano nel mattino
con echi di porpora.
S’oscurano le ombre e ingoiano
il corpo.

Viene lo sguardo, sottovoce,
denso d’inquietudine e dissenso.
Viene la mano, la ferita
che trafigge il tempo.

Dalla finestra silenziosa luce che tace
e aurore; grida la tempesta, ma è
abbandono senza ferita né dolore.
Lei pure sottovoce, come la parola
che trema e non ha più fame.

Si spengono i ricordi nella solitudine della notte.
La musica è sinfonia d’addio che va scemando:
alito che agita le foglie e allontana
la tempesta tra le spine e i sassi.

(Lontano s’alzano le farfalle,
camminano i prati, smuovono il senso:
hanno battito d’ali che è frusciare denso,
colpo secco che sempre viene
sottovoce.)

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