Pubblicato da: Andrea | 20 aprile 2009

Il primo giorno d’Inverno

Il primo giorno d’inverno, e qualcuno di quelli che lo precedono. Il freddo che lentamente si fa strada. Poche settimane per cambiare radicalmente l’esistenza di Valerio e delle persone che lo circondano. La prima opera cinematografica di Mirko Locatelli è un film asciutto, duro, toccante, che sa riprendere un tema complicato e già raccontato e farne materia nuova, senza retorica. Avevo già avuto la possibilità di vedere il suo precedente mediometraggio, “Come prima”: storia di un ragazzo che diviene disabile a causa di un incidente in motorino, e che vive con difficoltà il ritorno alla consuetudine. Lì, un bravo Mattia De Gasperis ci aiutava da co-protagonista a comprendere il disagio crescente di chi vorrebbe essere normale, ma a causa di un imprevisto ha difficoltà a ricordarsi come si fa. Qui, un ancor più bravo Mattia De Gasperis ci mostra da protagonista il disagio crescente di chi vorrebbe essere normale, ma possiede un carattere ed una insicurezza che lo costringono al ruolo di adolescente solitario e problematico. In entrambi i casi, la rabbia innescherà una storia commovente, triste e spiazzante.
Valerio è un diciottenne come tanti, che trascorre la propria esistenza in un piccolo paese della campagna cremonese dividendosi tra scuola, famiglia, nuoto. Ma Valerio è solo, dimenticato da una madre troppo presa dai propri problemi e da compagni che riescono ad essere con lui – e in generale con chiunque sia diverso – atrocemente crudeli. Così Valerio si costruisce un’esistenza parallela, separata, si allena con costanza per assumere un aspetto più duro, si specchia provando ad imitare le espressioni di coloro che sembrano essere più sicuri e forti di lui. Li segue, li osserva, li spia. Ed un giorno scopre un segreto che è destinato a cambiare se stesso e gli altri. Valerio lo sfrutta per riuscire a modificare la propria posizione, da vittima prova a diventare carnefice. Questo ragazzo timido, con la voce priva di emozione, lo sguardo perso, fa sorridere e commuovere allo stesso tempo. Sorridere, quando prova ad essere feroce, mettendosi una maschera che non gli appartiene. Commuovere, quando tenta di uscire dalla spirale di emarginazione che lo caratterizza. Ma ogni scelta porta con sè inevitabili conseguenze; e Valerio verrà travolto dal loro peso, incapace di sostenere il ruolo di protagonista che faticosamente ha creduto di essere riuscito ad ottenere.
“Il primo giorno d’Inverno” è un film sulle solitudini e le differenze. E’ un film che indaga le difficoltà dell’essere giovane, le necessità di apparire ed essere qualcuno in un mondo ed in un’età in cui conquistare il rispetto degli altri – anche con la forza – è tutto. Locatelli sceglie intelligentemente la strada dei silenzi piuttosto che quella delle parole: e così ci racconta la storia per immagini, per espressioni, attraverso sorrisi amari e pianti liberatori. E’ un film in cui ci si danno botte, fisiche e morali. In cui ognuno cerca di vincere, di primeggiare, e alla fine perdono tutti.
Bella la fotografia, cupa, angosciante, con moltissimi primi piani stretti sui protagonisti e sulle loro angosce, e altrettanti campi larghi sulle campagne del cremonese, su quegli alberi spogli martoriati dal gelo invernale, tra prati silenziosi in cui si consumano chiarimenti ed incomprensioni, e vie di paese mute e solitarie che riflettono le caratteristiche psicologiche di Valerio. Meraviglioso il piano-sequenza nel liceo (che cita VanSant), i passi che rimbombano nei corridoi, l’arrivo nella classe vuota. Fotogrammi ridotti all’osso, come dense fotografie di dolore.
Locatelli e i suoi collaboratori dimostrano come sia possibile trasformare un film a basso budget in un’opera lucida e commovente. Non sarà cinema-capolavoro, a tratti appesantito da alcune ingenuità proprie di questi lavori acerbi e mancanti di mezzi. Ma nel suo piccolo è un film interessante che ha molto da dire: uno spiazzante racconto di formazione, della ricerca di un equilibrio necessario. E’ crescita e comprensione, sofferenza e conquista, tenerezza e dolore. Tutti concentrati e sul punto di esplodere, e scusate se è poco.

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Responses

  1. Sapete se esisten sottotitoli in inglese per questo film? Il DVD è stato pubblicato in Germania…

  2. Non lo so, mi spiace…


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