Pubblicato da: Andrea | 31 luglio 2008

In bicicletta compro i libri per la copertina

Finalmente hanno spalato la grande nevicata dell’85 che aveva congelato Milano. Le strade sono tornate di nuovo percorribili, si può persino ricominciare a girare in bicicletta. Ho una ruota un po’ sgonfia davanti ed una ruota un po’ sgonfia dietro. Non credo di farcela a gonfiarle a fiato, ultimamente sono un po’ fiacco e svogliato.
In questi giorni mi piace infilarmi in libreria a contemplare la maestosità dei libri. Delle librerie adoro l’atmosfera silenziosa, l’odore di carta che pervade l’aria, le persone che girano tra gli scaffali e si siedono sulle poltroncine sfogliando un volume. Io osservo attentamente tutte le copertine alla ricerca di quelle che mi colpiscono di più. Adoro essere attratto dalle copertine. Compro libri con questa strategia: mi piace la copertina, leggo la storia stampata sul retro, compro quelli che mi stuzzicano maggiormente. Ultimamente acquisto molti libri di poesia. Credo sia perchè mi serve come esercizio, per migliorare la mia scrittura. Me l’ha consigliato il Sig. Maurizio Cucchi, che sulla stampa tiene una rubrica settimanale: gli ho mandato delle mie poesie, una volta. Mi ha risposto che sono un po’ banali, devo migliorare con lettura ed esercizio. Lo sto facendo, mi pare che i risultati si vedano. Ci sono tanti poeti che non consideravo ma che scrivono cose adorabili. Dio, Garcia Lorca è il migliore, dico sul serio. È così sonoro nelle sue descrizioni, così concreto. Lo leggerei per ore senza stancarmi mai. Se solo sapessi scrivere come lui, ma per quello non ci può essere esercizio: devi nascere così, non puoi diventarlo.
Il mio romanzo è fermo a buon punto ma non va avanti. L’ho detto, sono svogliato: mi manca la voglia di mettermi al pc per concluderlo. Anche per il mio romanzo servirebbe una bella copertina, qualcosa d’effetto. Ne ho già disegnata una con una foto trovata in Internet; è carina e mi sembra in linea con il racconto. Ma c’è tempo, e poi la copertina in fondo è l’ultima cosa. La Quarta l’ho già scritta, è chiara e mi pare sufficientemente attraente. Poi quando finisce vi avverto, mi piacerebbe che lo leggeste.
Oggi torno a giocare a tennis dopo una vita. Già “giocare” è un eufemismo. Poi domani forse Gardaland, dopo anni.
Tutto il resto procede, mi manca sempre qualcosa che non so cos’è. Anzi, so benissimo cos’è, e so anche perchè mi manca. E so che continuerà a farlo per lungo tempo.
E comunque no, non ve lo dico. Ci sono cose che dobbiamo sapere solo noi, e poi vi ho già annoiato abbastanza.

http://padda.altervista.org/frammenti/radio.blog/sounds/Andrea/Marco%20Notari%20-%20Vertigini.rbs

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