Pubblicato da: Andrea | 22 maggio 2008

“Quando la vergogna scomparirà, non arrossirai più nel guardarti dentro.”

Lasciami qui.
Lasciami immobile.
Lasciami solo.
Tra un sottile taglio di luce ed un’ombra impertinente, giochi di chiaroscuri che mi sfiorano la pelle. Ne cambiano la forma, il colore. Enfatizzano i difetti e scuricono il volto.
Non sorrido. Non piango, nemmeno. Rimango qui, semplicemente; un volto avvolto nell’oscurità che osserva con attenzione. Appoggiato a questa parete, potrei aspettare per sempre, trascorrendo il tempo a scrutare altri volti, a respirare sensazioni. Ad ascoltare i rumori di una notte tremendamente silenziosa, chiusa nel mutismo angosciante di una tranquillità troppo clandestina, troppo meschina; ed inconcludente, anche.

Mi riconosci?
Mi hai mai conosciuto davvero?
Credi che sia qui per te, come una maniacale ossessione che ti segue tra le ombre malinconiche di un pensiero cattivo. Mi temi?
Lascerò che tu pensi di avere ragione. Sono qui per te: per non lasciarti andare. Per trasportarti con me in quel mondo che eviti con cura. Quello in cui il bianco perde il suo spessore, si trasforma in un colore sbiadito che con difficoltà riesci a vedere.

È il mondo dell’anima, questo.
Ed io ci sono caduto dentro senza averne cognizione. Ho abituato lentamente i miei occhi alle sue luci intense, uno sguardo dopo l’altro, di consapevolezza in dolore, di dolore in commiserazione. Ed ora lucidamente scorgo con certezza il mio destino. Ora finalmente comprendo il senso di questo mio dover rimanere. Qui. Immobile. Solo.

Perciò lasciami, appoggiato a questa fredda parete.
Sono completamente nudo, ma non mi vergogno più di mostrarmi per ciò che sono. Per la prima volta mostro me stesso. Non avrei mai dovuto vergognarmi del mondo, perchè non è il mondo che doveva comprendere me. Ero io a dover capire. E solo adesso ho capito davvero.
Te lo farò vedere, se vorrai. Ciò di cui non devi avere paura. L’io, il tu.
Ma prima chiudi gli occhi, e respira piano. Ascolta i chiaroscuri che ti percorrono con docile calma. La dolcezza di ciò che ti avvolge.
I piedi, le gambe; il torace che gentilmente riscalda il cuore. Il viso. Non hai più espressione, neanche tu. Non sciuparle per questo mondo: tutto è in te. Lascia che scorrano nelle tue vene, che alimentino la tua mente.

Ecco, la vedi anche tu? Anche tu scorgi l’anima?
È tutto scuro, non è vero?
Se non hai pazienza, è scuro e indistinguibile.

Respira, respira ancora.
Quando la vergogna scomparirà, non arrossirai più nel guardarti dentro.
E tutto diverrà improvvisamente più chiaro. Come l’avessi saputo da sempre, ma non avessi avuto il coraggio di farlo uscire mai.

-> La foto omonima su Flickr

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Responses

  1. Ciao, Padda.
    È sempre un piacere intenso leggerti.
    Un abbraccio!
    V


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