Pubblicato da: Andrea | 2 maggio 2008

Le scarpe

Alla fine le ho comprate, quelle cazzo di scarpe che ti piacevano tanto. Proprio quelle bianche con la striscetta rossoblu centrale, di quella marca americana molto trendy che dicevi sempre “mettono tutti i giovani di oggi”. Io ero giovane, non potevo non metterle.
Peccato che da giovane non mi siano mai piaciute. Ho iniziato a farmele piacere da vecchio. Vecchio e rompipalle.
Che poi, a dirtela tutta, nemmeno adesso le adoro particolarmente. Mi fanno sembrare un deficiente che non sa abbinare i colori e gli stili. Vesto elegante, con ai piedi scarpe da ginnastica. Scarpe di una tinta completamente diversa da quella del vestito, e con quella striscia rossoblu al centro che nemmeno un quindicenne.
Ti chiedi perchè le abbia prese, allora. Me lo chiedo anche io, ed il bello è che non so darmi una risposta. Ho fatto tutto d’istinto, un giorno di qualche settimana fa, passando davanti alla vetrina di quel bel negozio in centro; quello un po’ tamarro con l’insegna luminosa e la vetrata molto alla moda. Le scarpe stavano lì, tra un giubbotto sgargiante ed una cintura colorata, con appiccicato il loro bel cartellino “85 euro”. Loro, e la striscia rossoblu che ti mandava al settimo cielo.
Sono entrato, e non so perchè. Dentro c’era questa ragazza, avrà avuto poco più di vent’anni, un culetto basso e ben formato ed una dentatura bianca come il vestito che indossava. Mi ha detto desidera ed io ho detto sì, desidero.
È così che le ho provate: ed erano perfette. Talmente perfette che le ho tenute addosso pure quando sono uscito dal negozio, mentre la ragazza col culetto basso mi guardava allontarmi. Mi ha sorriso: e lì allora ho capito che mi stavano proprio bene, che erano un acquisto azzeccato. Anche se non mi piacevano per nulla, erano un acquisto azzeccato.
Suppongo che dovrei dirti che avevi ragione tu, quelle scarpe dovevano essere mie. Senza che ci fosse una ragione precisa per averle. Solo perchè le mettono i giovani di oggi. O i giovani di ieri.
Anche adesso le indosso, sai? Praticamente sempre, non me le tolgo nemmeno quando mi sdraio sul letto. E la cosa è bellissima, perchè se tu ci fossi ancora ti incazzeresti tanto e mi urleresti di levarmele immediatamente. Tu, che le adoravi tanto. Eppure sul letto non ce le avresti mai volute.
Queste cazzo di scarpe rossoblu sono un po’ come noi: già così vecchie nonostante siano nuove.
Sono un ricordo che affiora pian piano, e noi alla fine ci camminiamo un po’ sopra.

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Responses

  1. Questo racconto è veramente scritto bene, mi piace, oserei dire che è una delle creazioni meglio riuscite! E poi quel “già così vecchie nonostante siano nuove” rispecchia in modo impressionante chi, come noi, oggi è giovane rispetto a chi è vecchio, ma è immensamente più vecchio rispetto a chi è di poco più giovane.
    un abbraccio
    Ady

  2. Sto piangendo.
    Non mi succede mai.


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