Pubblicato da: Andrea | 13 ottobre 2007

Generazione youtube

Ho cercato per curiosità su youtube il nome del mio vecchio liceo. Manco a dirlo, quando parli di scuola su youtube escono centinaia di filmati di bravate studentesche. C’era questo video molto divertente, girato nel piazzale antistante il mio liceo (dove per la cronaca ancora oggi, a 7 anni di distanza, mi ritrovo con gli amici tutti i dannatissimi sabato sera), nel quale una quindicina di ragazzi cercavano di entrare all’interno di una Fiat Panda vecchio modello. E ci riuscivano. Addirittura la mettevano in moto e guidavano per una cinquantina di metri, con il motore che gridava pietà e le gomme praticamente a terra sotto il peso dei numerosi passeggeri. Alla fine tutti si complimentavano della riuscita della loro impresa, con i compagni che li guardavano divertiti e forse un po’ invidiosi. Un filmato che mi ha fatto sorridere, ma che qualunque telegiornale avrebbe preso a modello delle “cose da non fare”. Si sarebbe parlato di ragazzi scapestrati e incoscienti. Si sarebbe tirato in ballo il danno dei videofonini che spingono a creare questi filmati.
Diciamocelo francamente: le stupidate a quell’età le facevamo anche noi. E ci divertivano immensamente. M’è tornato in mente di quando ho guidato il mio motorino portando con me altri 3 passeggeri (ma a Napoli arrivano anche in 5 0 6, a volte). O di quando a casa di un amico abbiamo lanciato da una finestra del primo piano una bottiglia di CocaCola, che arrivando a terra è irrimediabilmente esplosa inondandoci di bevanda analcolica nera. Abbiamo riso per ore, e abbiamo anche cercato di ripetere quell’esperimento. Ne esiste anche un filmato, quando avrò tempo lo digitalizzerò e lo metterò in rete.
I mass-media denigrano la generazione youtube. Quella dei giovani che si divertono e vogliono farlo sapere a tutti. Ma una cosa è certa: quello che i ragazzi di oggi fanno non è poi diverso da quello che tutti noi abbiamo fatto durante l’adolescenza. Il problema è che da adulti è difficile ricordare il gusto che si provava nel fare delle cose semplicemente stupide. Che non provenivano dal cervello, ma dal cuore. La battaglia dei cancellini, il calcetto in aula durante l’intervallo, il lancio della cartella giù dalle scale, il ping pong sulla cattedra: tutti classici del portale video. Tutte cose che facevamo anche noi una decina di anni fa. Perchè gli anni passano e gli studenti cambiano, ma una cosa rimane sempre uguale: l’incredibile goliardia di quell’età.
Ma finché la goliardia resta tale, finchè non si trasforma in qualcosa di illecito, o maleducato, o anche semplicemente fuori luogo, io non ci vedo personalmente nulla di trascendentale. Si dice che oggi i ragazzi abbiano il gusto del perverso. Che si divertano a realizzare filmini pornosoft o a fare i criminali in classe. Non tutti sono così. E quelli che sono così esistevano anche prima. Solo che quei filmati non c’erano, e allora oggi si crede che la scuola sia morta e non sia più in grado di fornire disciplina ed educazione. Salvo poi far notare che non è la scuola a dover dare l’educazione, ma la famiglia. E allora a scuola si può far di tutto perché il suo compito è quello di insegnare, e basta. C’è un’immensa confusione non solo tra la gente comune, ma anche e purtroppo negli organismi politici che si occupano di istruzione. Il ministro Fioroni ci ha tenuto a sottolineare che da quest’anno la scuola tornerà ad essere un luogo serio e rigoroso; ha promosso anche una serie di belle riforme a sostegno della sua tesi. Ma una riforma dovrebbe proiettare verso il futuro, non riportare al passato. Pare di essere tornati alla vecchia scuola figlia delle riforme del Giolitti o del Gentile. E questo dovrebbe rimettere in riga i ragazzacci del 2007, quelli che non conoscono la storia, l’educazione civica o la geografia, ma sanno usare benissimo i telefonini e le videocamere.
E chi lo sa se, nascosto dietro a tutto questo, non ci sia semplicemente il loro immenso bisogno di comunicare.

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