Pubblicato da: Andrea | 24 settembre 2007

L’importanza universale del Lunedì

E così, eccoci arrivati ad un altro lunedì.
Per la precisione, il lunedì che dà inizio alla mia ultima settimana di vacanza.
Dal 1° Ottobre si ricomincia con l’università, e anche se durante Settembre sono stato impegnato con esami vari, si può dire che però ho anche cazzeggiato selvaggiamente e dunque possiamo considerare queste ultime settimane ancora settimane estive.
Non che l’inizio dell’università sia poi un grande peso, anzi. Stare a casa a fare poco o niente è altamente stressante, molto meglio allora seguire noiose lezioni pur di spezzare la monotonia del fancazzismo.

Ma questo non vuol essere un post sui miei prossimi impegni scolastici. Per quello ci sarà tempo. Questo piuttosto vuol essere un post sul Lunedì. In generale.
Il Lunedì come simbolo della settimana.
Ci avete mai pensato? In ogni cosa l’uomo ha bisogno di definire concretamente un inizio ed una fine. Suppongo derivi dal fatto che abbiamo una concezione continua del tempo, che per noi scorre in un verso e come su una retta parte da un principio ed approda verso qualcosa. In realtà sarebbe pure infinito, ma la mente dell’uomo non è fatta per concepire ciò che non è limitato. E quindi, anche se il tempo è infinito, occorre porre in lui precise scadenze che ne definiscano dei contorni precisi. Delle specie di punti chiave, o come direbbero gli americani, dei checkpoint (anche se esiste un termine, usato nella progettazione informatica, che è ancora più misterioso ed affascinante, a tratti medievale: milestones, cioè “pietre migliari”).
Insomma, ci serve di sapere quando le cose cominciano e quando finiscono. La vita inizia e finisce, gli amori inziano e finiscono, i progetti pure. E se non finiscono, rimangono incompiuti, e dunque inutili.

Tutta questa divagazione per dire che anche il Lunedì è, a suo modo, una piccola “pietra migliare”. Definisce l’inizio di una settimana, che se vogliamo è una delle entità temporali che meglio scandisce la vita delle persone. Il nostro tempo, le nostre necessità si misurano egregiamente in settimane. Settimane di lavoro, settimane che mancano alle vacanze, settimane di ferie maturate. Settimane di gestazione per creare una nuova vita: 40, per la precisione.
E’ dunque indubbio che il Lunedì assuma un’importanza magistrale, perchè come su un righello le tacche più grosse indicano i centimetri, nella retta del tempo il Lunedì definisce le settimane. E in settimane ci si misura la propria vita.

Una famosa canzone di Bob Geldoff recitava “Tell me why I don’t like mondays”, e in effetti il Lunedì è, a dispetto della sua importanza poco fa dimostrata, il giorno più odiato della settimana. Forse proprio perché ne definisce l’inizio. Perché rende chiaro agli occhi della gente che, da lui in poi, ci sarà da sgobbare. E poco da riposarsi.
Sabato sera discutevo con un amico del Lunedì. Sosteneva che è una giornata sbagliata per prendere impegni. Troppo stancante.”Ma come?” rispondevo io “Il Venerdì è la giornata più stancante: hai lavorato per 5 giorni, mentre al Lunedì sei più riposato perchè capita dopo il weekend”. Niente da fare. Ho perso la discussione. Il Venerdì è meglio perché sai che nei due giorni successivi non avrai preoccupazioni. Perché il Venerdì è la fine. E la fine, ahimé, spaventa meno del principio (beh, tranne che nella morte, ovviamente).
Sarà perchè dopo la fine non c’è nulla a cui pensare. Dopo il principio, invece, nascono i problemi

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