Pubblicato da: Andrea | 6 giugno 2007

Una giornata fuori dal mondo

Oggi Internet ha deciso di entrare in sciopero: durante l’intera giornata non sono riuscito a navigare. E la cosa è stata tragica, altrochè.
Ti accorgi dell’importanza delle cose quando non le hai. E della necessità della tecnologia nel momento in cui non funziona. Non lo so perchè, ma senza la rete mi sono sentito un po’ fuori dal mondo. E tanto solo, come se mi fossi scollegato dal resto dell’umanità e fossi stato rinchiuso in una prigione senza finestre che danno all’esterno.

Freud direbbe che sono un maniaco-compulsivo. Io personalmente ammetto che forse sia un problema dipendere in maniera così viscerale dalla telematica. Ma credo sia l’ovvia conseguenza del punto a cui l’umanità è giunta: il contatto con il globo è così forte che privarsene riporta all’età della pietra. Come ritrovarsi senza luce elettrica in una notte buia, o con lo scaldabagno rotto prima di fare una doccia in una fredda mattina invernale. Si sopravvive, ma con estrema sofferenza e profondo dolore.
Cito un mio amico, che ripete spesso la frase “che vita di stenti”. E cito anche un personaggio femminile di Dylan Dog, che alla sopracitata frase aggiungeva la degna conclusione: “… e di privazioni”.

Più di ogni cosa mi è mancata la blogosfera. Mi è mancato il poter scrivere qualcosa, ma soprattutto mi è mancato il poter leggere dagli altri blog. Quasi come ritrovarsi un venerdì sera a casa da soli perchè tutti i tuoi amici sono occupati.
D’accordo, i bloggers non sono miei amici, non li conosco personalmente.
Eppure mi piace pensare che leggere i pensieri altrui serva ad avvicinarli un po’ ai tuoi. E che le persone che li hanno composti forse non sono tanto diversi da te, potrebbero condividere qualcosa con te, essere parte della tua vita. E allora è un po’ come conoscerli, non attraverso i loro volti ma attraverso le loro parole.

La nota positiva in tutta questa situazione di subbuglio è che dopo solo tre telefonate interrotte sono riuscito a parlare con un’operatrice del 187. Cordialissima, con una voce molto simpatica. E competente, per di più. Sarei rimasto a parlare con lei per lungo tempo, era davvero piacevole. Magari avrebbe potuto dirmi cos’è successo in queste mie ore di assenza dalla rete.
Avrebbe potuto raccontarmi cos’è successo al mondo, mentre io me ne stavo nella mia prigione, scollegato da tutto e da tutti.
Avevo tempo, ma immagino che a lei non sarebbe piaciuto assecondare i miei deliri. Anzi, è probabile che lei di persone oggi ne abbia sentite anche troppe. E forse aveva il desiderio opposto del mio: mollare tutto, chiudersi in casa, e finalmente riposare.
Da sola.

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Responses

  1. quanto ti capisco, sono stata 3 settimane senza rete…e i primi giorni scalpitavo come te, perchè ero abituata a connettermi tutti i gg, la mattina appena alzata e la sera dopo il lavoro…. poi piano piano mi sono abituata e ho riscoperto si resiste anche senza, coccolando anche altre abitudini lasciate un po’ a loro stesse, come leggersi un bel libro.

    Ovviamente appena riavuta la possibilità di connettermi ad internet è tutto tornato come prima 🙂

  2. @Laura: mi sa che ci serve la psicanalisi insieme, siamo troppo maniaci di Internet! 🙂
    Cmq per mia fortuna il disservizio è durato meno di 24 ore, Santa Telecom ha lavorato con celerità e ha sistemato tutto in fretta! Per questa volta non li maledirò 🙂

  3. beato te, a me non sta andando molto meglio, me l’hanno riattivata ma pur pagando u adsl è lentisssssssima


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