Pubblicato da: Andrea | 17 maggio 2007

La vita non è un film

Il tempo è un gran bastardo: ti offre l’istante giusto sempre nel momento sbagliato. Aspetti per una vita che ti capiti l’occasione buona, ti prepari con cura scegliendo ogni particolare, dall’abbigliamento al taglio di capelli, dal luogo alle parole da dire; scegli persino l’argomento da affrontare con una precisione degna di un discorso del presidente americano dopo l’ultimo bombardamento in Iraq. E poi?

….Già, e poi. Poi finisce che l’occasione arriva ma tu non sai sfruttarla. Per il semplice fatto che arriva quando non dovrebbe arrivare, in un momento in cui non ti senti veramente pronto oppure non hai correttamente preparato il terreno. A volte pensare le cose è facile, dirle invece è tremendamente difficile. Eppure davanti allo specchio lo fai con disinvoltura: è come recitare una parte in un film, ti immagini le inquadrature che si soffermano prima su di te e poi sul tuo interlocutore, mentre in sottofondo passa una musica adatta che scandisce i tuoi discorsi e ne aumenta il pathos. Hai studiato a memoria la tua parte e la ripeti con precisione maniacale.
Il problema è che hai studiato anche la parte dell’altra persona e l’hai scritta in modo tale da far fluire il tutto verso l’inevitabile happy ending.

Ma nella vita vera non sei davanti allo specchio, e gli altri non ragionano come te. E allora capita che i finali non siano esattamente come te li aspetti, e ciò che ti viene detto non è quello che avresti voluto sentirti dire. Succede. “Tu sei lì che ipotizzi la vita e la vita, intanto, ti accade” (*). È che hai sbagliato il momento, l’aggancio, forse lo sguardo. E magari, se avessi scelto parole differenti, sarebbe andata diversamente.

Me ne sono capitati un po’ di momenti sbagliati. A volte mi hanno spiazzato, lasciandomi muto come un pesce senza il coraggio di dire o fare quello che avevo deciso da tempo. Altre volte li ho affrontati ricevendo poi dei bei colpi in faccia per la mia eccessiva impulsività. E chissà se ho sbagliato io oppure qualche malefica congiura astrale trama contro di me, i miei sogni, la mia felicità.

Chissà se davvero non possiamo dominare gli eventi, farli andare come desideriamo.
Chissà se è tutta colpa del destino.

… Ma il destino, poi, esiste?


(*) Frase ad effetto tratta dal retrocopertina del libro “Esperimenti di felicità provvisoria” di Matteo B. Bianchi.

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Responses

  1. Se il destino esista o meno, questo non lo so. Ma so per certo che il tempismo è un lusso riservato davvero a pochi eletti, il cui merito resta spesso e volentieri ignoto ai più; cos’altro si può fare dinanzi all’ingiustizia di questi momenti che passano e volano via, se non rassegnarsi serenamente, sperando che un giorno o l’altro torneranno? Inutile tormentarsi coi rimorsi e coi rimpianti; siamo umani, siamo imperfetti, e proprio per questo non possiamo dominare il volgere del tempo, né lo scioglimento degli eventi…

  2. Secondo me il destino non esiste.
    Restiamo io e le cose del mondo, e ovviamente andiamo in direzioni diverse.
    Per questo è così bello quando si incontra una persona speciale: ti viene il dubbio che forse il destino esista e che ti voglia anche bene.
    🙂

  3. @adynaton: tremendamente vero, ma così dannatamente beffardo.

    @juliette: benvenuta! 🙂 È vero, vorremmo che il destino esistesse solo per le cose belle! E pensiamolo, se questo è ciò che ci rende felici!


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