Pubblicato da: Andrea | 17 marzo 2007

Mi lascio trasportare dalle note

“and so it is
just like you said it would be
life goes easy on me
most of the time”


Domani sera vado a vedere il concerto di Damien Rice.
Ho prenotato il biglietto da mesi, costo superiore ai 50 euri ma ne vale la pena. Suona e canta in conservatorio a Milano, quindi palcoscenico di gran lusso per il quale sono particolarmente eccitato.

Adoro Damien Rice. Adoro la sua musica, i suoi testi, la sua voce. Adoro la malinconia che mette nelle sue canzoni, il modo in cui trasmette le sue emozioni. E soprattutto adoro il suo pianoforte.

Il pianoforte per me è uno strumento magico. Tra gli strumenti musicali è il mio preferito, perchè fra tutti è quello che sa meglio musicare i sentimenti. Tutti i sentimenti.
Dalla gioia, suonata con incalzante verve e un brioso accento sulle note (in quello che gli amanti del classico potrebbero definire l’allegro andante con brio), fino ad arrivare alla tristezza, accentuata dalle cupe note gravi che si trovano sulla parte più a sinistra della tastiera.
E poi c’è ancora lei: la malinconia. La bestiaccia nera dei sentimenti. Quella che non vorremmo provare, ma che in fondo ci manca quando non si fa sentire. Quella che è in grado di farci scendere la lacrimuccia sul viso anche quando non ce ne sarebbe affatto bisogno. Quella che riporta a galla, volenti o nolenti, ricordi che credevamo ormai sepolti. Nel pianoforte la malinconia è suonata con tutte le note, soprattutto con quelle alte, in una dolce melodia che entra nella nostra testa e ne sconvolge i pensieri.

Quando ascolto il piano, è come se mi riconciliassi con me stesso. Come se il mondo intorno a me smettesse improvvisamente di esistere e al suo posto si ricomponessero frammenti passati, un miscuglio di speranze e dolori che non si contrastano le une con gli altri, ma si fondono insieme in uno schema preciso. Il pianoforte mi rilassa e mi culla dolcemente, mi trasporta in un mondo magico dove il caos e lo stress non esistono. Ci sono solo io, e i miei pensieri.

E così sarà domani sera, quando migliaia di pensieri danzeranno nell’aula di conservatorio, sulle note del pianoforte di Damien Rice.

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Responses

  1. Per qualche oscuro motivo, questo post non aveva i commenti attivi. Ora ho sistemato il tutto, perciò se qualcuno vuole fare un commento “postumo” è ora liberissimo di farlo. 🙂


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