Pubblicato da: Andrea | 6 marzo 2007

Il ragazzo della Via Gluck

“Questa è la storia di uno di noi…”

Non c’è nulla da fare: la musica riporta a galla i ricordi come nessun’altra arte è in grado di fare.

Mio padre s’è presentato in casa con l’ultimo allegato del Corriere della sera. È il cd di Celentano “Il ragazzo della Via Gluck”. Ho sempre amato quella canzone. È legata ad uno dei miei più vecchi ricordi d’infanzia, di quelli che avevi già cinque anni ma ti sembra che la tua vita fosse appena cominciata perchè non ricordi nulla di ciò che c’è stato prima.
Metto il cd nello stereo ed inizio a far lavorare la memoria. E vividamente riaffioriano tutte le emozioni che si intrecciano con l’inconfondibile voce di Celentano.

A cinque anni, in prima elementare, frequentavo il doposcuola. Ho sempre fatto il doposcuola durante le scuole elementari. Entravo nell’istituto alle nove del mattino e uscivo alle sei di sera. A volte ero l’ultimo ad andarsene, ma la cosa non mi dispiaceva. Il doposcuola era uno dei momenti più divertenti della giornata.
La nostra insegnante di doposcuola, Flavia, era una giovane ragazza che sapeva suonare la chitarra e spesso la portava con sè. E da quella chitarra molte volte è uscita la canzone “Il ragazzo della Via Gluck”. Io nemmeno sapevo chi fosse Celentano, tantomeno immaginavo che questa fantomatica Via Gluck esistesse veramente. E forse nemmeno capivo il senso della canzone. Ma la sua malinconia mista alla spensieratezza dell’infanzia, beh quella la capivo perfettamente e mi toccava il cuore.

Quella canzone mi piaceva così tanto che chiesi a Flavia di scrivermi il testo. E lei lo fece. Mi consegnò il testo su una lettera manoscritta, durante una gita scolastica. Ed io ricordo ancora la gioia di quel momento. Perchè mi aveva accontentato, ma soprattutto perchè mi ero sentito profondamente amato da qualcuno per il quale sarei dovuto essere solamente un semplice bambino da accudire, ma che forse invece nutriva una vera simpatia e tenerezza nei miei confronti.
Chissà dov’è quella lettera, ora. Probabilmente è nascosta sotto pile di fogli accumulati nel tempo. È un peccato non poterla rileggere. Spesso non custodiamo con sufficiente cura gli oggetti che ci appaiono come superflui nel presente, ma diventano così importanti nel futuro.

Comunque, Flavia fu insegnante al doposcuola solo per il primo anno. Poi se ne andò, perchè voleva diventare una suora. E immagino ci sia riuscita, ne aveva l’anima e il cuore.
È una delle educatrici che ricordo con maggior piacere, era una ragazza gentilissima e credo che oggi, qualunque cosa stia facendo, la stia facendo con la stessa cura e dedizione di un tempo.

Non è stata l’unica insegnante che ricordo con tanto piacere. Negli anni successivi ho avuto tante altre insegnanti meravigliose. Ma appartengono ad altre storie. E forse per queste storie ci sono altre canzoni.

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Responses

  1. E’ molto bello quello che hai scritto, e credo che Flavia ne sarebbe lusingata leggendolo…cmq hai ragione, ci sono persone che nella vita ci hanno insegnato molto e ci hanno dato molto e che spesso ricordiamo attraverso cose o come nel tuo caso canzoni che ci sono rimaste nel cuore. E leggendo quello che hai scritto mi viene in mente una lettera che mi scrisse la mia migliore amica ben 11 anni fa e che non riesco + a trovare… me la scrisse su un fazzolettino di carta x’ era l’unica cosa che aveva in quel momento su cui scrivere…. vorrei tanto ritrovarla e rileggerla x’ sono quelle cose che ti rimangono nel cuore.

    un abbraccio lalla

  2. Ciao Padda!La canzone di cui parla mi ha riportato alla mente le mie scuole elementari… la cantavamo sempre… e anche noi credevamo tutti che la via Gluck non esistesse davvero. Fino a quando non sono sceso, l’altroieri, in metropolitana, e per caso mi è caduto l’occhio sulla mappa della città…e cosa leggono i miei occhi? Via Gluck… una strana sensazione a metà tra stupore e disillusione. Forse avrei preferito sognarla, piuttosto che sapere che è lì vera e concreta.. 🙂

  3. @laura: forse i latini si sbagliavano: scripta volant, verba manent! E infatti entrambi abbiamo perso le lettere ma conserviamo il bel ricordo nelle nostre menti! 🙂

    @adynaton86: la Via Gluck c’è davvero, ma immagino che la vera Via Gluck, quella di Celentano, sia davvero “un sogno”: oggi credo che non resti molto della mitica via cantata da Celentano, fatta di case popolari e tanto verde. Il suo mito cresce di anno in anno, mentre Milano si modifica e cancella il suo passato. Chissà cosa resterà anche delle nostre città tra cinquant’anni? Anche noi avremo una nostra Via Gluck da portare in fondo al cuore?

  4. Ciao Padda…sai anch’io ho perso una delle lettere in questione, una lettera a cui tenevo molto.
    Non c’è più…ma nel cuore la porto sempre!
    Tonerò spesso…:)
    Rain

  5. CARO ADRIANO CELENTANO
    SONO PAOLO COME STAI TUTTO BENE
    TU COSA FAI DI BELLO TU SAI CANDANTO AL COCETO A COMO DOVE VIVI .
    MI SALUTI MINA A PARTE MIA ,
    TU AHI IL TUO COMPIUTR MI PRALI CON Mè
    POSIAMO PALARE IN PRIVATO TRA TI NOI
    TI VOGLIO CUMUNICARE A Tè PER COSIGNARE UNA COSA IN PONTANTE PER Tè ROA DI SALUTO A Tè TI VOGILIO TANTO BENE


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