Pubblicato da: Andrea | 19 febbraio 2007

0

Zero
come un cerchio
che ritorna perenne su se stesso.
come l’infinito
di sottili speranze
e timori.

Zero
come l’assenza
che si nutre di ricordi sbiaditi.

Zero come il vuoto che pian piano si allarga
e trasforma questo tutto in un niente.

Zero
come quello che resta
Zero
come quello che è stato.

zero come all’inizio, zero come alle fine.

Zero.

E nel mezzo mille dubbi e parole
incessanti rumori di vita.

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Responses

  1. zero..

  2. E’ un nuovo punto di partenza! Forza! 🙂

  3. Le tue parole non mi fanno presagire ottimismo, spero che la tua vita sia invece piena di numeri positivi! Lo zero è troppo difficile persino da concepire… figuriamoci se dovesse accompagnarci tutti i giorni!

  4. uhm…ogni tanto posso dire di essermi ritrovata a vagare nell’apatico mondo dello ZERO ma ho cercato di fuggire da esso…ognitanto serve …come dici tu, x ricominciare, si spera, in un modo migliore

  5. @Adynaton: in realtà la poesia è stata concepita dopo la lettura di questo post di jacko83, e in realtà vuol essere portatrice di positività: lo zero come nuovo punto di partenza. Lo zero come inizio e fine, come un eterno ritorno, come qualcosa di vuoto eppure così pieno di vita. Come stimolo, non come freno.

    @laura: hai colto in pieno il senso di “0”. Tutti ci ritroviamo in questo vuoto, e tutti dobbiamo sfruttarlo a nostro vantaggio come nuovo inizio.


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