Pubblicato da: Andrea | 9 gennaio 2007

Gli errori del passato


Era un giorno
dell’Aprile del Millenovecentoquarantatré
ed eravamo in sei
quando il Capitano ci disse “Voltatevi!”
e noi ci voltammo
sapendo già bene quello che avremmo visto:
fucili tesi, puntati addosso
con giovani soldati che miravano al nostro petto
ed il braccio sollevato del vecchio Capitano
sotto il sole giallo acceso di una dolce Primavera.

Al suo “via!” urlato al vento
rimasero solo gli spari
e le urla che lentamente si facevano sommesse
ed i sassi che si cozzavano l’un l’altro
sotto il peso dei nostri corpi
che cadevano stremati.

Siamo morti quel giorno
dell’Aprile del Millenovecentoquarantatré
ma non siamo morti invano,
perché altri vedendoci potranno capire
ed altri ancora in futuro potranno imparare:
e mai più ci saranno soldati, o corpi, o grida sommesse
né braccia sollevate di Capitani orgogliosi
né belle Primavere sotto il cui sole voltarsi
se non per contemplare l’azzurro terso del cielo,
se non per respirare il buon profumo dei fiori.

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Responses

  1. Non mi fido molto della capacità dell’uomo di imparare dai propri errori. A volte penso che ogni morte sia stata vana. Poi ci ripenso e non riesco a stare in casa.

  2. x lucia: non disperiamo, prima o poi le cose cambieranno in meglio. E cmq, se oggi c’è chi ricorda certi fatti con tristezza, forse quello che è successo non è passato del tutto inosservato, e può aiutarci a costruire un futuro migliore.


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