Pubblicato da: Andrea | 19 dicembre 2006

Poesia per Alessio e Riccardo

15 Dicembre 2006.

Non ci sono parole che possano esprimere il dispiacere quando accadono fatti come questi. Quando due ragazzi giovanissimi ci lasciano in un modo così assurdo, surreale. Io non conoscevo Alessio e Riccardo, eppure la loro storia mi ha colpito moltissimo. Mi ha colpito pensare che questi due ragazzi, per inseguire la loro passione, siano stati puniti in un modo così atroce da un destino beffardo.

Morire a 17 anni, così. In un modo stupido, ingiusto. Forse derivante dall’ingenuità che si ha a quell’età, dall’incapacità di calcolare i rischi, dal pensiero di essere capaci di fare qualunque cosa. Ma non è questo il caso. Perchè questi due ragazzi non stavano cercando di superare alcun limite, non avevano tentato nessuna impresa pericolosa: questi due ragazzi cercavano solo di inseguire un pallone, che era la loro passione più grande. Una passione dirompente ma genuina.


Morire a 17 anni, così. Fuori da un campetto di allenamento, in mezzo ad un ambiente che conoscevano così bene, che era la loro seconda casa. Uccisi da una serie di coincidenze, che forse si sarebbero potute evitare. E che, in ogni caso, non avrebbero mai fatto presagire una conclusione simile.

Mi è venuta fuori questa poesia. Vorrei dedicarla a loro, e a tutti quelli che come loro vivono i propri sogni e le proprie speranze nel modo più bello e travolgente, che solo la giovane età può riuscire ad offrire. È il mezzo con il quale vorrei stringermi vicino alle famiglie di questi ragazzi, per dire che io, come tante altre persone, sono vicino a loro in questo momento. Anche se non li conosco. Anche se l’unica cosa che mi accomuna a questi ragazzi è la passione per la Juventus.
È poco, lo so. Non sono le parole che ridanno la vita, nè leniscono il dolore. Ma forse le parole possono aiutare a capire, possono ridare speranza e fiducia.

E se davvero serviranno, credo che questo sia il miracolo più grande.

Andrea


L’altra notte ho sognato

(Ad Alessio e Riccardo)

L’altra notte ho sognato che giocavo a pallone
ero dentro uno stadio, con migliaia di persone
ed il vento accarezzava la mia maglia sudata
e i miei piedi correvano sopra l’erba bagnata.

L’altra notte ho sognato che inseguivo un pallone
perché quella soltanto è la mia vera passione
e lo so che mi costa fatica e sudore
ma è un peso leggero, per coltivare il mio amore.

E non venitemi a dire che il calcio è solo un gioco
perché per me non potrà mai essere così poco
il calcio è la mia vita, e io voglio giocare
e correre ancora, finché potrò continuare.

L’altra notte ho sognato che avevo tra i piedi un pallone
lo toccavo, lo spostavo, sulla punta ed il tallone
io riuscivo a ordinargli quel che doveva fare
e lui mi ubbidiva, si lasciava calciare.

Fermo sopra a un dischetto, dagli undici metri
di fronte ad una porta, per me senza segreti
con la gente dagli spalti che mi incitava a segnare
“ora chiudi i tuoi occhi e prova a tirare”.

E così ho capito cosa si prova ad esser grande
ad avere le risposte alle mie mille domande
e ho pensato davvero di potercela fare
così ho chiuso i miei occhi e ho provato a tirare.

Ora corro da solo dentro campi infiniti
senza più aver vicino i parenti e gli amici
e il mio nome si sente solamente in un pianto
ma io sono felice perché sto ancora giocando.

Sì, io sono felice,
perché sto ancora giocando.

(18 Dicembre 2006)

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Responses

  1. Curioso… stavo leggendo la tua creazione quando la mia playlist si è messa a suonare una canzone, di Elliott Smith, intitolata “Because”. Quasi a rimarcare il fatto che non sempre c’è un perché per ogni cosa. Quando ho letto la notizia della morte di Riccardo ed Alessio, sono rimasto sconvolto e ho chiuso di scatto la pagina web con i dettagli dell’inchiesta. Come per voler chiudere gli occhi di fronte a questo tragico evento. Forse con codardia, forse con tristezza, non so. Non credo al Paradiso, né all’Inferno, ma è bello pensare che possa essere come dici tu: “Sì, io sono felice, perché sto ancora giocando.”
    Speriamo almeno tu abbia ragione…

  2. x adynaton86: purtroppo ci è difficile credere all’esistenza del Paradiso, perchè non lo possiamo dimostrare. Ma credo sia bello e dia un’immensa gioia poter credere che le persone che abbiamo amato e non ci sono più possano comunque sopravvivere nel nostro cuore, e ci guidino nel nostro cammino. Credo sia questo che ci dona la forza per andare avanti, anche quando veniamo investiti da qualche tragedia.

  3. Carino questo blog..
    E’ molto bello quello che hai scritto, ed è bellissima la tua poesia..
    Mi hai lasciato un po’ senza parole.. Passerò a rileggerti..
    Ciao..


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