Pubblicato da: Andrea | 27 novembre 2006

Volevo fare il cartolaio

Tutti i bambini giocano a inventarsi il lavoro che faranno da grandi. La maggior parte di loro vorrebbe diventare un astronauta, un attore o un calciatore. Io volevo diventare un cartolaio.
Lo so, è stupido. Tra tutti i lavori stimolanti che fanno gli adulti, quello del cartolaio è quasi imbarazzante. Eppure a me piaceva un sacco. Ho sempre avuto una certa predisposizione per tutto ciò che ha a che fare con la cancellaria: penne, matite, gomme, fogli di carta e fotocopie. Ancora oggi, sono contento quando acquisto qualche oggetto che appartiene a questa categoria.
A 6 anni ero molto preso dalla mia passione. Con due mie amiche, vicine di casa, avevamo pure aperto un negozio; si chiamava La conchiglia, ed era un rudimentale Ricordi Mediastore a modello di bambino. Vendevamo di tutto, dai già citati accessori per la cancelleria, ai libri, ai dischi (le vecchie audiocassette, visto il periodo), alle prime vhs. E persino i giornali. Era un cartolibrogiornalaio, ma forse questo termine è riduttivo: era praticamente un negozio multifunzionale. Eravamo organizzatissimi: avevamo un listino prezzi scritto a macchina e rilasciavamo regolare scontrino fiscale. Lo stampavamo grazie ad una calcolatrice da ragioniere, di quelle con il rotolo di carta sul quale vengono tabulati i conti. Si pagava con i soldi del monopoli e con le fiches. Non ci mancava nulla.
Crescendo, mi sono reso conto che il lavoro di cartolaio non è così entusiasmante come sembra. Innanzitutto per aprire un’attività propria bisogna sborsare una discreta quantità di quattrini. Soldi veri, non colorati di rosso verde e blu. E poi oggi i cartolai muiono subito, schiacciati dal potere dei centri commerciali. Maturando ho capito che nella vita, per trovare un bel lavoro, occorre studiare. Non potevo studiare per fare il cartolaio, così ho studiato per fare l’ingegnere. E mi piace, lo giuro, anche se spesso il mio curriculum dei voti dimostra il contrario.
È solo che a volte non so più quello che voglio davvero essere. Ho 24 anni e dovrei saper bene come voglio che sia il mio futuro. Ma non lo so, non riesco ancora a focalizzarlo. Forse ho solo paura di confrontarmi con un mondo che mi è ancora oscuro. O forse ho sbagliato tutto, ho lasciato perdere i miei sogni per buttarmi in un’impresa più grande di me.
Chissà cosa sarebbe successo se avessi coltivato il mio sogno di diventare cartolaio. Forse oggi avrei già un mio negozio. Qualcosa di piccolo, intimo, ma estremamente fornito.
La realtà però è che io sono un ingegnere, e questo è il lavoro che andrò a fare. Ma mi piace pensare che anche gli ingegneri usano le penne, e ci dovrà pur essere qualcuno che gliele vende. E quel qualcuno, forse, non ha avuto pare di inseguire il suo sogno.

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Responses

  1. ci sono ingegneri che usano penne per scrivere i propri sogni, ci sono ingegneri che non si sono lasciati uccidere dal loro lavoro ma che continuano a sognare. e qualche volta qualcuno dei loro sogni diventa una realta’.
    benvenuto nel clan, ingegnere!

  2. Grazie Henry!
    Anche io proverò a continuare a sognare, finchè avrò la forza di farlo… ovvero per sempre!
    Avanti così!

  3. Ma pure se diventi ingegnere poi puoi fare il cartolaio eh ^^

    Il cartoingegnere, l’ingegnercarto, l’ingegner CANEEEE!!!

    un bacio


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