Sino al mattino, un rotolamento esanime sotto le lenzuola.
(Sinistra, destra, da capo. Sinistra, destra, ancora.)
Chiedo l’abbandono, la morte dell’anima, la mia salvezza prigioniera.
Chiedo che i miei sogni abbiano un prato in cui trovare riposo,
un prato un albero un punto che siano fermi nell’apparente roteare.
Chiedo che il respiro rallenti e si faccia esanime – ed io con lui,
io con la carne gonfia d’acqua e frammenti di sale,
io con il gemito di colui che non riesce a dormire.
(Se potessi strapparmi gli occhi e poi addormentarmi senza vedere,
la chiamerei senza dubbio cecità di un amante:
per quanto mi conforti piangere senza scorgere la fine
o riposare inutilmente le cavità buie scavate nei lobi.)





Non dovevo leggerla in questo momento, sono troppo ipersensibile
E’ bellissima
Un abbraccio
Ady
Da: Adynaton86 su 28 Giugno 2009
alle 7:45 pm
Bellissima complimenti.
Da: Matilde su 27 Luglio 2009
alle 1:19 pm