Facciamo a pezzi i pensieri con l’illusione di digerirli meglio, deglutiamo con un rumore sordo quello che non riusciamo proprio a masticare. Evitiamo di strozzarci credendo di essere in salvo, ma l’assimilazione dei contenuti è un processo lungo e laborioso.
A volte sputiamo sentenze solo perchè non ci vanno nè su nè giù, le vomitiamo di getto in faccia alle altre persone.
Ci ripuliamo il cuore dal suo sangue raggrumato con un fazzoletto candido che poi appollottoliamo nel cestino della differenziata. Così, credendo che lo si possa riciclare. Che ritorni buono per un altro cuore, un domani non troppo lontano, in un posto non distante da qui.
I nostri sogni sono avanzi di una realtà istintiva, tagli di pellicola scartati dal montaggio finale, mescolati tra loro a dare un improbabile risultato. Inverosimile e atrocemente crudele. Così lontano dalla concretezza da divenire indissolubilmente tangibile.
Siamo persi in un’odissea di cui è difficile conoscere l’epilogo.
Siamo persi.
Siamo persi.
Pubblicato in Inquietudini
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