La favola dell’Albero e della Primavera, inserito originariamente da Paddino.
(Un albero dai fiori bianchi postelaborato con Photoshop con il filtro “Acquarello”
A tree with white flowers, post elaborated with Photoshop with the “Aquarel” filter)
Così arrivò la primavera.
Improvvisata ed essenziale, senza avvertire nessuno, arrivò.
Fu un Albero, il primo ad accorgersene. Un bell’albero solitario dimenticato in un angolo di giardino. Triste e spoglio, i rami secchi incurvati a proteggersi dal freddo. Quel freddo che faceva fuori, quel freddo che sentiva dentro.
L’albero stava lì, ed aveva paura.
Da qualche tempo -credeva- era giunta la sua ultima stagione; quella che lentamente ti accarezza, per accompagnarti piano verso il cammino che tutti, presto o tardi, devono intraprendere: il cammino della saggezza.
Ma quel giorno, quello in cui la primavera arrivò, fuori non faceva freddo. E il Vento gelido, che tanto aveva soffiato e che tanta sofferenza gli aveva causato, si era trasformato in brezza leggera; un alito caldo che portò all’Albero un sentimento nuovo. Felice, come non lo era da tempo. Leggero, come forse non era stato mai.
Ed i suoi rami, d’un tratto, si tinsero di bianco. Ma non era neve, nè ghiaccio. Non era la pesante oppressione dell’Inverno. Erano fiori, dolcissimi fiori bianchi. Sbocciavano senza sosta, profumando l’aria intorno a lui.
E l’Albero sorrise, perchè capì che quella non era la sua ultima stagione.
Quella, pensò, era la prima volta che aveva imparato davvero a vivere.





…e qualcuno ha risposto…